NASpI - requisiti, importo, durata e domanda

Tabella sui massimali di durata della NASpI per fasce d'età e requisiti contributivi. Informazioni utili per chi cerca lavoro e affronta la disoccupazione.

Scritto da

Eugenio Villa

Pubblicato il

3 nov 2026

Indice

Quando un contratto finisce, la prima preoccupazione è capire per quanto tempo si potrà contare su un reddito e quali passi compiere subito. La disoccupazione NASpI offre un sostegno ai lavoratori dipendenti che perdono l’occupazione senza averlo scelto, ma requisiti, importo e scadenze fanno la differenza. Qui chiarisco chi ne ha diritto, quanto può durare, come presentare la domanda e cosa accade se si trova un nuovo lavoro.

La NASpI richiede requisiti precisi e una domanda presentata nei tempi giusti

  • 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti sono il requisito contributivo ordinario.
  • La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
  • Nel 2026 l’importo massimo mensile è di 1.584,70 euro lordi.
  • La durata corrisponde alla metà delle settimane contributive utili, fino a 24 mesi.
  • Dimissioni volontarie e assenze ingiustificate, di norma, non danno accesso all’indennità.

Chi può ottenere la NASpI e quando spetta

La prestazione è destinata ai lavoratori subordinati che hanno perso il posto in modo involontario. Rientrano, tra gli altri, i dipendenti a tempo determinato, gli apprendisti, i soci di cooperative con rapporto di lavoro subordinato e i dipendenti della pubblica amministrazione assunti a termine.

Il caso più semplice è la scadenza di un contratto a tempo determinato o un licenziamento. Sono previste tutele anche per le dimissioni per giusta causa, per quelle presentate durante il periodo protetto di maternità o paternità e per alcune risoluzioni consensuali effettuate secondo la procedura prevista dalla legge.

Condizione Cosa significa in pratica
Cessazione involontaria Licenziamento, scadenza del termine o altri casi riconosciuti dalla legge
Contribuzione Almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti
Disponibilità al lavoro Presentazione della DID e partecipazione al percorso con il Centro per l’impiego

Dal 2025 esiste una cautela aggiuntiva. Se nei 12 mesi precedenti hai lasciato volontariamente un rapporto a tempo indeterminato e poi perdi involontariamente un nuovo lavoro, devi avere almeno 13 settimane di contribuzione tra i due eventi. La regola non si applica, tra gli altri casi, alle dimissioni per giusta causa e a quelle nel periodo tutelato di maternità o paternità, come spiega la comunicazione dell’INPS sul nuovo requisito contributivo.

Quanto dura e come si calcola l’importo nel 2026

La durata non dipende semplicemente dagli anni lavorati. Si calcola considerando le settimane di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni e riconoscendo un periodo pari alla metà delle settimane utili, con un limite massimo di 24 mesi. I periodi contributivi già utilizzati per una precedente NASpI non vengono conteggiati di nuovo.

Per l’importo si prende come riferimento la retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni. Nel 2026 la soglia di riferimento è 1.456,72 euro, mentre l’indennità non può superare 1.584,70 euro lordi al mese, secondo i parametri comunicati dall’Istituto.

  • Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.456,72 euro, spettano circa il 75% della media.
  • Se la media supera la soglia, si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.456,72 euro.
  • L’importo è soggetto a tassazione e si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione.
  • Per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda, la riduzione inizia dall’ottavo mese.

Per esempio, con una retribuzione media di 1.800 euro, il calcolo teorico porta a circa 1.178 euro lordi mensili, prima delle imposte e delle successive riduzioni. Il prospetto personale resta comunque il riferimento più affidabile, perché ferie, imponibile previdenziale e periodi contributivi possono modificare il risultato.

La circolare sui valori NASpI 2026 conferma questi importi, ma non significa che tutti ricevano la cifra massima. Il tetto interessa soprattutto chi ha avuto una retribuzione media abbastanza elevata e una storia contributiva sufficiente.

Indennità di disoccupazione NASpI: requisiti, importo mensile di €1.384 e durata massima 24 mesi.

Come presentare la domanda senza perdere giorni di pagamento

La richiesta si presenta solo dopo la cessazione del rapporto e deve arrivare entro 68 giorni. Io consiglio di non aspettare l’ultimo momento, perché una comunicazione incompleta o una verifica sui contributi può richiedere tempo.

  1. Controlla la data effettiva di cessazione indicata dal datore di lavoro.
  2. Prepara credenziali digitali, dati anagrafici, conto corrente e informazioni sull’ultimo rapporto.
  3. Invia la domanda tramite il servizio telematico oppure rivolgiti a un patronato.
  4. Verifica nel fascicolo previdenziale l’esito, l’importo lordo e la durata riconosciuta.
  5. Contatta il Centro per l’impiego e completa gli adempimenti richiesti per il patto di servizio.

La decorrenza cambia in base alla data di invio. Se la domanda viene presentata entro gli otto giorni dalla cessazione, l’indennità parte dall’ottavo giorno successivo; se arriva dopo, decorre generalmente dal giorno della domanda. Trascorsi i 68 giorni, il diritto può andare perso.

La domanda vale anche come dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Questo non significa accettare qualunque proposta, ma comporta l’obbligo di partecipare alle attività di orientamento, formazione o reinserimento compatibili con il proprio percorso.

Cosa succede se trovi un nuovo lavoro

La NASpI non è pensata per restare scollegata dalla ricerca di un’occupazione. Un nuovo contratto può comportare sospensione, riduzione o decadenza dall’indennità, a seconda della durata, del reddito e del tipo di attività.

Situazione Effetto possibile
Contratto subordinato breve La NASpI può essere sospesa per la durata del rapporto, se ricorrono le condizioni previste
Nuovo lavoro stabile o oltre sei mesi Di norma si perde la prestazione
Attività autonoma o impresa individuale Può essere compatibile entro i limiti previsti, ma va comunicato il reddito presunto
Lavoro occasionale Può restare compatibile entro il limite annuo previsto dalla normativa

La comunicazione all’ente previdenziale va fatta tempestivamente, spesso entro un mese dall’inizio dell’attività. È uno degli errori più costosi: iniziare a lavorare senza comunicare reddito e contratto può causare la sospensione dei pagamenti o la richiesta di restituzione delle somme.

Chi vuole avviare un’attività autonoma può valutare l’anticipazione in un’unica soluzione. Dal 2026 il pagamento è organizzato in due quote, 70% subito e 30% dopo, con verifiche sulla mancata rioccupazione subordinata e sull’assenza di una pensione diretta. È una scelta da ponderare bene, perché sostituisce il sostegno mensile con una somma destinata a finanziare un progetto professionale.

Dimissioni, assenze e casi che spesso creano problemi

Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla prestazione. Fanno eccezione situazioni documentabili come mancato pagamento dello stipendio, molestie, trasferimento illegittimo o altre circostanze che rendono impossibile proseguire il rapporto e configurano una giusta causa.

Anche l’assenza ingiustificata prolungata può essere trattata come una cessazione volontaria. In quel caso il rapporto si chiude per fatti concludenti e l’accesso alla NASpI viene normalmente escluso. Se esiste una ragione seria per l’assenza, conviene raccogliere subito documenti, comunicazioni e certificazioni.

Un altro equivoco riguarda il contratto part-time rimasto attivo. La perdita di un solo rapporto non impedisce automaticamente la richiesta, ma il reddito dell’altro lavoro deve rispettare le condizioni di compatibilità e deve essere comunicato correttamente.

La mia regola pratica è semplice: prima di inviare la domanda ricostruisco la sequenza degli ultimi rapporti, soprattutto se ci sono state dimissioni, brevi riassunzioni o contratti sovrapposti. Sono proprio questi dettagli, più della durata complessiva della carriera, a determinare spesso l’esito.

La scelta più utile è proteggere insieme reddito e prossimo passo professionale

La NASpI può offrire un periodo prezioso per riorganizzare la carriera, ma non va considerata una soluzione automatica né indefinita. Controllare i requisiti, rispettare i 68 giorni e comunicare ogni nuovo reddito riduce il rischio di perdere somme o doverle restituire.

Userei il periodo coperto dall’indennità per aggiornare il curriculum, rafforzare una competenza concreta e mantenere un contatto attivo con il Centro per l’impiego. Il sostegno economico aiuta a guadagnare tempo, ma il risultato migliore arriva quando quel tempo diventa un investimento realistico nel prossimo lavoro.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Servono almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti. La cessazione deve essere involontaria, come un licenziamento o la scadenza di un contratto. Sono ammesse anche le dimissioni per giusta causa e alcune dimissioni nel periodo protetto di maternità o paternità.

La domanda va inviata dopo la cessazione del rapporto ed entro 68 giorni. Se viene presentata entro gli otto giorni successivi, l’indennità decorre dall’ottavo giorno; se è presentata più tardi, decorre generalmente dalla data della domanda.

La durata corrisponde alla metà delle settimane contributive utili negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi. Nel 2026 l’importo è pari a circa il 75% della retribuzione media fino a 1.456,72 euro, con un’aggiunta del 25% sulla parte eccedente e un tetto di 1.584,70 euro lordi mensili. La somma si riduce del 3% ogni mese dal sesto mese, oppure dall’ottavo per chi ha almeno 55 anni.

Un contratto subordinato breve può sospendere la NASpI, mentre un lavoro stabile o oltre sei mesi comporta di norma la perdita della prestazione. L’attività autonoma può essere compatibile entro i limiti previsti, ma va comunicato il reddito presunto; anche un lavoro occasionale deve rispettare il limite annuo applicabile. La comunicazione va fatta tempestivamente, spesso entro un mese dall’inizio dell’attività.

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Eugenio Villa

Eugenio Villa

Mi chiamo Eugenio Villa e ho accumulato 12 anni di esperienza nel campo della formazione, della carriera e delle competenze umane. La mia passione per questi temi è nata durante il mio percorso professionale, dove ho avuto l'opportunità di lavorare a stretto contatto con diverse realtà aziendali e persone in cerca di crescita personale e professionale. Mi piace approfondire argomenti complessi e rendere le informazioni accessibili e utili per chiunque desideri migliorare le proprie competenze. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per offrire contenuti sempre aggiornati e pertinenti. Scrivo di strategie di sviluppo personale, di come affrontare le sfide nel mondo del lavoro e di come costruire una carriera soddisfacente. La mia missione è aiutare i lettori a comprendere meglio le dinamiche del loro percorso professionale, semplificando concetti difficili e organizzando le informazioni in modo chiaro e comprensibile.

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